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Sogni da orsi: Racconto brevissimo

una piccola storia scritta con il cellulare durante un risveglio notturno, con un occhio chiuso, e tanta voglia di dormire

Il testo è per la sola libera lettura

——————————————————————-*————————————————————— leggilo su         Ascoltalo su ——————————————————————-*————————————————————— Una nottata insonne, era da tanto che non mi capitava, e francamente ne avrei fatto a meno, sì, perché chi vuole stare sveglio con uno che ha sempre qualcosa di strano che gli frulla in testa. Piove, so per esperienza che è meglio alzarsi per staccare, cambiare pensiero, aria. Piove penso a Selene, forse gli dovrei mandare un messaggio, chissà se è sveglia, non so, forse è meglio lasciarla in pace almeno di notte, piove guardo fuori, tutto bagnato, in lontananza c’è talmente buio che il mondo si spezza, la notte per gente come me è sempre stata una silenziosa compagna, un fiore tagliente che ti abbraccia come una mamma e ti ingoia come crono. Io sono, io sono, io sono, sì sono ancora vivo, mi accorgo che sto crepando di freddo nonostante abbia addosso un pigiama così pesante da fare invidia a un grizzly e nonostante tutto il freddo mi arriva alle ossa. Ha piovuto, il profumo è sempre unico, e lo strato di acqua ricopre tutto, rendendolo brillante con la poca luce le superfici più chiare, qualcosa che brilla nel buio, forse per questo resto sveglio, per vedere il buio che brilla o il silenzio pieno di suoni. Piove e sento freddo nonostante sia con addosso una pelliccia che farebbe invidia a un grizzly, un suono e sono triste, un altro suono lontano e veloce, non vedo nulla, ricordo che una volta in queste occasioni avrei scritto una bella poesia, che raccontava la febbre dello scrittore, ora no, ora non ho più tempo per la poesia… Peccato. Piove fa freddo, fa freddo e ho sete e mi ricordo che vicino al letto ho dell’acqua, mi siedo con il mio culone sul mio giaciglio, bevo, mi annoio mi sdraio e prendo le foglie secche l’erba e l’accumulo su di me, finalmente sento tepore e sono contento, chiudo gli occhi e capisco, che per un grizzly fantasticare di essere un umano la notte gli fa venire solo un’insonnia assurda. Piove, non sento freddo, ma sento la pioggia che sbatte all’entrata della mia caverna, sento il suo odore, è bello essere un orso in inverno, buona notte

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